2000x500 collaborazioni
2000x500 collaborazioni
 
A distanza di due settimane dall’installazione di una stazione per il monitoraggio magnetotellurico e del campo magnetico terrestre al Mamone in Sardegna, proseguono le attività dell’INGV all’interno della Colonia Penale con il posizionamento di una rete sismica locale composta da 16 stazioni e di una stazione meteo. L'attività, condotta tra il 24 e il 27 marzo, è stata resa possibile dalla stretta collaborazione tra l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), la Direzione della Colonia Penale di Mamone e la Direzione Regionale Sardegna dell’Agenzia del Demanio.
 
La strumentazione utilizzata è stata acquisita nell'ambito del progetto MEET (Monitoring Earth’s Evolution and Tectonics) dell’INGV, finanziato dal PNRR, che si concluderà nell'aprile 2026. Il progetto ha permesso di condurre una serie di campagne di misura nel sito candidato ad ospitare l'Einstein Telescope, il futuro osservatorio europeo di onde gravitazionali di terza generazione, raccogliendo dati fondamentali. L'esperimento, della durata prevista di due mesi, ha come obiettivo l’individuazione delle sorgenti del rumore sismico dell'area e come esso si propaga, parametri cruciali per valutare l'idoneità del sito. Qualora le registrazioni risultassero di elevata qualità, le 16 stazioni potrebbero essere integrate in una rete sismometrica permanente.
 
L'installazione è stata realizzata da quattro ricercatori INGV, affiancati da due colleghi dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e da una ricercatrice dell'Università degli Studi di Cagliari. Nelle fasi iniziali, il personale della colonia penale ha fornito un contributo prezioso nell'individuazione dei punti ottimali per il posizionamento degli strumenti, mettendo a disposizione la propria conoscenza del territorio.
 
La fase operativa dell'installazione ha visto invece protagonisti sei detenuti della Colonia Penale, il cui apporto si è rivelato determinante per il completamento dei lavori nei tempi previsti. La loro forza, la manualità e la capacità di comprendere rapidamente le necessità tecniche hanno consentito al gruppo di operare con efficienza, in un clima di collaborazione autentica e rispettosa. Al valore scientifico dell'iniziativa si affianca una dimensione umana e sociale che i ricercatori tengono a sottolineare. La partecipazione attiva dei detenuti a un'attività di ricerca scientifica di respiro europeo ha rappresentato un'esperienza di lavoro insolita e stimolante, lontana dalla routine quotidiana della struttura. È auspicio di tutti i partecipanti che questa piccola ma concreta esperienza possa contribuire positivamente al percorso di reinserimento degli ospiti della Colonia, offrendo un contatto con il mondo della scienza e nuove occasioni di espressione delle proprie capacità.