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Il ruolo del CCGET

 

Il Centro di Caratterizzazione Geofisica per Einstein Telescope (CCGET) è la struttura che l'INGV ha istituito nel 2025 per pianificare, coordinare e integrare tutte le attività di indagine geofisica del sito sardo. Il Centro è il punto di raccordo tra sette Sezioni e Osservatori INGV, e lavora in stretto contatto con INFN, INAF, le Università di Cagliari e Sassari e la Regione Autonoma Sardegna.
 
Le attività del CCGET coprono un ampio spettro di indagini: dalla misurazione del rumore sismico con reti di sensori temporanei e permanenti, alla caratterizzazione elettromagnetica e magnetica del sottosuolo, dalla misura satellitare delle deformazioni del suolo alla costruzione di modelli geologici tridimensionali. Ogni dato raccolto contribuirà al Bid Book, il documento tecnico che la candidatura italiana presenterà alla competizione internazionale per ospitare ET.

 

Perché caratterizzare il sito

Le onde gravitazionali sono increspature dello spazio-tempo prodotte da eventi cosmici di grande energia: la fusione di coppie di buchi neri o stelle di neutroni, il collasso di stelle massicce. Queste onde, previste da Einstein nel 1916 e rilevate per la prima volta nel 2015 dall'osservatorio LIGO, raggiungono la Terra con ampiezze incredibilmente piccole: la deformazione relativa che producono — lo strain — è dell'ordine di 10⁻²¹ (una parte su 10²¹). Per dare un'idea di cosa significhi, sarebbe come misurare la distanza tra la Terra e il Sole con una precisione pari al diametro di un atomo.
 
Per riledivare segnali così deboli, una macchina come ET deve misurare variazioni di lunghezza su bracci lunghi diversi chilometri con una precisione assoluta senza precedenti nella storia della tecnologia. Qualsiasi vibrazione del suolo — un'onda sismica lontana, il traffico di un'autostrada, il vento che scuote gli alberi, persino le maree oceaniche — si traduce direttamente in rumore nei dati dello strumento e può mascherare o falsare il segnale gravitazionale. Per mitigare questi effetti occorre perseguire una duplice strategia: costruire lo strumento a circa 200–300 metri di profondità, dove il rumore antropico o dovuto agli eventi meteorologici è attenuato di uno o due ordini di grandezza rispetto alla superficie, e scegliere un sito intrinsecamente silenzioso, con un sottosuolo geologicamente stabile e livelli di sismicità naturale tra i più bassi possibili.
 
È proprio per questo che l'area di Sos Enattos, nel cuore della Sardegna, è un candidato ideale: le misure già effettuate mostrano livelli di rumore sismico tra i più bassi mai registrati in Europa nella banda di frequenza rilevante per ET, compresa tra circa 1 e 10 Hz. Dimostrare e documentare con rigore scientifico queste caratteristiche — e comprendere tutto ciò che potrebbe influenzare le prestazioni del futuro osservatorio — è il compito del CCGET. Il Centro coordina una caratterizzazione multidisciplinare che integra dati sismici, elettromagnetici, geodetici e geologici per costruire una conoscenza completa del sottosuolo di Sos Enattos fino a profondità di diversi chilometri.
 


Gli obiettivi principali del Centro 

  • Completare le indagini geofisiche ad ampia scala necessarie al Bid Book, il dossier tecnico che l'Italia presenterà a supporto della candidatura di Sos Enattos: misure di rumore sismico e magnetico, array sismici, prospezione elettromagnetica aviotrasportata, indagini audiomagnetotelluriche, interferometria SAR e potenziamento della rete geodetica.
  • Acquisire ed elaborare i dati per la definizione del modello geologico e idrogeologico 3D dell'area, attraverso indagini geofisiche integrate e analisi delle variazioni di velocità sismiche crostali.
  • Coordinare e supportare le attività presso il sito di Sos Enattos, inclusa la manutenzione della strumentazione permanente e il supporto alla realizzazione del centro multidisciplinare SunLab.
  • Potenziare l'infrastruttura osservativa in Sardegna con la rete EinsteinArray e la componente sarda del progetto GIANT.
  • Monitorare le deformazioni del suolo mediante GNSS e InSAR, essenziali per la definizione delle sorgenti di rumore dell'esperimento ET.
  • Svolgere attività di comunicazione, disseminazione e formazione con le comunità locali e il grande pubblico.
  • Coordinare le collaborazioni con INFN, INAF, Università di Cagliari e Sassari, Regione Sardegna e partecipare al Team for ET Italia (TETI).